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NON-Review by Shapeless (Italia)

Gli Slaine sono un quintetto svizzero alla seconda produzione discografica con il demo "Non", il quale si presenta davvero bene con la sua veste digipackizzata e l'aspetto professionale che lo porta a non essere considerato come un semplice demo.
Le coordinate principali su cui si muove il gruppo sono quelle di un death discretamente tecnico ed intricato, le cui radici sconfinano nel thrash Bay Area e i cui ramoscelli pendono dal versante progressive. Interessante e' soprattutto quest'ultima caratteristica, la quale porta gli Slaine a muoversi nei territori del death melodico fino a incorporare spiccate melodie folk/celtiche.
Il gruppo cui farei riferimento per fare un confronto e' quello dei Sabbat, sia per gli assalti thrash (a tratti furiosi come in "The Mountain Spirit"), sia per quei richiami melodici del basso, assoli e di pezzi che devono molto agli Skyclad. Gli Slaine pero' si spingono oltre, puntando alla realizzazione di brani piuttosto intricati e progressivi, pur senza dimenticarsi di pestare a dovere e di inserire le deviazioni melodiche in mezzo alle ritmiche pesanti.
E' un'ardua impresa, vista la complessita' della proposta, che non riesce appieno, vista la molteplicita' di traguardi prefissati. Lungo le quattro tracce del CD, a cui va aggiunta una bonus dal curioso titolo di "Bonustrack", gli elementi caratteristici si alternano incostanti, senza riuscire ad amalgamarsi bene per progettare (termine piu' adatto che 'costruire') una canzone che fili via liscia, trascinando verso un ascolto coinvolgente e concentrato. Questo e' reso difficile anche dalla cattiva produzione, troppo tesa a far risaltare una batteria 'elementare' ed imprecisa negli assoli, a discapito dell'importante lavoro delle chitarre, spesso perso nei meandri di pezzi troppo complicati e discontinui.
La palma di attore protagonista va invece al basso, capace di districarsi benissimo a pezzi tirati (mi ricorda i Misanthrope) e ad estrapolare linee melodiche degne del gruppo di Walkyier, prendendo per mano gli altri componenti del gruppo e guidandoli lungo il tortuoso cammino tracciato.
In definitiva un bel dischetto interessante, che ho forse 'bastonato' un po' troppo nelle righe sopra, al quale manca un lavoro piu' accurato e una sorta di scrematura delle idee, in modo da focalizzare meglio lo stile musicale da proporre.
(Melix - Febbraio 2004)

Voto: 7.5